
E' stato recentemente presentato alla popolazione multietnica di Roma un monumento commemorativo in onore e in memoria di uno dei più grandi personaggi della storia contemporanea, tra i più grandi pontefici mai vissuti, Papa K. WOJTYLA, oggi Beato. Sarebbe e lo è un momento felice perché tutto ciò che il ricordo recente di questo pontefice ci suggerisce è legato a sentimenti di positività e di grande speranza; dovrebbe essere anche un momento di gioia e di piacere perché parliamo anche di un'opera d'arte, che nasce per suscitare emozioni, suggestioni e senso d'appartenenza, ma qui l'arte non c'entra.
E' stato detto che l'opera non piace perché poco rassomigliante fisionomicamente al vecchio padre, mmahh... fosse solo questo il problema.
E' nata vecchia! E' vecchia l'idea allusiva al mantello aperto a suggerire l'accoglienza, è vecchia la tecnica ed è vecchio il "segno" dell'artista.
Dl punto di vista estetico ci viene consegnata una figura sgraziata, rozza e del tutto inespressiva che, più che accogliere, incombe su coloro che vi si avvicinano, sarà pur costata tanti soldi e mi chiedo come e da chi sia stata approvata la realizzazione di questo grosso fermacarte scuro, perchè a lui o loro bisognerebbe chiederne conto e ragione, rivalutando il ruolo che queste persone svolgono oggi per la comunità.
L'artista io non lo giudico, forse fa solo quello che sa fare. Giovanni Scaglione


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