A volte mi domando perchè gli Eaisti non abbiano avuto la volontà (o la possibilità) di estendere oltre la Toscana le loro idee...poche mostre,pochi "adepti", tante le critiche sollevate nella apparentemente progressista Livorno(ma non certo nell'arte)...ora la battaglia è dura, molto di più che a caldo, negli anni '50.
Nel '54 la causa intentata presso il Tribunale di Roma dall'avvocato Crovetti per conto degli Eaisti contro Baj e Dalì , che pure rivendicava l'invenzione dell'arte nucleare, si arrestò alle prime battute...fu quello in fondo l'ultimo colpo di coda, significativo,di questo gruppetto esiguo di artisti (in più Aldo Neri e Guido Favati se ne distaccarono in fretta, assorbiti dal lavoro fuori Livorno),
non apprezzati nella loro modernità, osteggiati, e, soprattutto, non finanziati da un illuminato mecenate, diciamocelo. Restarono Fontani, Landi e Pellegrini a portarne il vessillo...perchè non mostre a livello nazionale di loro tre, obiettivamente i maggiori esponenti?
Quello che dispiace è che, dopo mostre di spessore, come quella presso la Galleria Giraldi a Livorno nel 2004, promossa dal "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani" su Fontani eaista, enti ed istituzioni pubblici non abbiano mostrato adeguato interesse nè volontà di valorizzare questo movimento che precorse i tempi, in modo ampiamente documentato; l'ultimo treno perso è stato in tal senso il sessantesimo anniversario, nel 2008, della pubblicazione del Manifesto dell'Eaismo, dopo che un ente assai quotato quale promotore di eventi culturali aveva manifestato, per scritto, la volontà di un'iniziativa espositiva e di un catalogo...
di Adila Fontani


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