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Una botte di vino in più per il vignaiolo, una botta di colore in più per il pittore.
Il vino è, soprattutto negli ultimi tempi, scelto come tema, sfondo e contorno di mostre e rassegne d’arte. Il vino in occidente è sempre stato affidato all’immortalità della pittura, il buon vino rende migliore l’uomo, lo rende capace di un’alchimia ancestrale che rende l’uva succo ispirato e ispiratore.
Tutte le facoltà sensoriali sono affidate alla produzione del vino, l’udito è impiegato nei canti popolari che accompagnano la vendemmia, che nelle opere vengono rappresentati come momenti sociali di indubbia allegria; il tatto: le mani che afferrano i bicchieri, bramosi, assetati o nobili; il gusto o l’olfatto che lo assaporano e la vista che lo ammira, brillante o annebbiata.
Non c’è da stupirsi se la magia del vino e dell’arte hanno avuto numerosi incontri: il vino non è semplicemente materia e colore, è un prodotto manuale frutto di esperienza e maestranze, esattamente come può essere una tarsia intagliata o uno stipo quattrocentesco.
Il vino è metamorfosi, profumo, trascendenza, divino e profano: nel corso della storia dell’arte, il vino ha assunto le più disparate allegorie e le più diverse metonimie: paesaggio, baccanale, bicchiere, caraffa, fiume, e brocche hanno da sempre raffigurato l’effervescenza nel nettare di-vino.
Le ragioni di tale popolarità all’interno in qualsivoglia contesto artistico, fin dai tempi dei tempi, si devono ricercare nell’essenza mitologica della figura di Dioniso, concetto che si oppone in modo del tutto razionale, al dibattito fra entropia naturale e ragione umana e alla ricerca dedita che caratterizzano il pittore ed il vignaiolo.
E’ proprio dall’opposizione intrinseca tra maestranza razionale ed ebbrezza sensoriale del baccanale, che nasce dal vino una risorsa inesauribile di spunti ed ispirazioni artistiche.
La figura di Dioniso riassume, con completezza, questo paradosso e la magia derivante dall’accostamento di vino e arte: il dio infatti dell’ebbrezza, della follia e delle corte di Baccanali, era anche il protettore della terra, del lavoro e dell’ordine.
L’Abruzzo, terra dalle tradizioni antiche, radicate e fortunatamente ancora ben presenti nel territorio, ricorda con una processione in stile baccanale, l’antica leggenda di San Martino, profondamente permeata di sacro e profano, triviale e mistico, popolare e miracoloso.
La leggenda narra della rigenerazione del vino da una botte miracolata, che aveva visto spirare il povero Martino: il dono della rigenerazione del vino, che ricorda un miracolo narrato nella sacra storia della religione cristiana, assume qui una valenza calda e aggregativa, che dona alla processione, che si organizza per mantenere viva la tradizione, un tono mitico e alchemico.
Per omaggiare questo collante artistico e sociale, l'azienda Dora Sarchese di Ortona si rende degna e temporanea struttura espositiva per un evento che, strettamente collegato al prestigioso 55° Premio Nazionale Basilio Cascella, ha come protagonista il vino, il buon vino in tutte le sue forme.
Usciamo per una volta dallo stereotipo baudelairiano dell’artista maledetto che preferisce dipingere con il bicchiere a fianco della tavolozza e uniamoci a lui, immedesimandoci nella sua personale e creativa interpretazione della leggenda e del di-vino.   Michela Malisardi (critica d'arte)

 

Sguardo diVino. Mostra Collettiva

A cura di: Alessandro Passerini, Pasquale Grilli

Artisti: Alessandro Passerini Monica Seksich Francesco Scapolatempore Gabriele Orlando Lacchè Sabort Yari Sacco Elena De Marco Mario Mariano Andrea Amaducci Vladimiro Lilla Federica Costa Mirko Dadich Art We Are

Inaugurazione: domenica 14 novembre ore 17.30
Periodo: 14/11/10 - 27/11/10

DORA SARCHESE
Azienda Vinicola
C.da Caldari Stazione, 65
Ortona (CH)

Tel. 085 9031249
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http://www.dorasarchese.it/

Riferimenti e Note:
Tel. 329 8791299
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Organizzazione: Museo Civico Ortonese di Arte Contemporanea Marco Cascella, Gruppo Artistico Tecnica Mista

 


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RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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