Il Gatto, come soggetto, nell’arte di Antonio Ciccone non diventò prevalente fino al 1987.
Una mattina di marzo, nel 1987, una confezione ingombrante, avvolta nella carta da pacchi, giaceva sulla sedia di mia madre davanti alla tavola apparecchiata per la colazione, comune usanza nella nostra famiglia nei giorni di compleanno. “Che cosa sarà quest’opera?” ci siamo chiesti. Avevamo intuito, dalla forma, che si trattava di un’opera d’arte. Linda scartò il suo regalo prezioso, “Papi, non ci credo! E’ bellissima!”. Baci e abbracci seguirono la lettura solenne del biglietto: “A Linda, con amore, Antonio.”
Il disegno era magnifico. Gli abili tratti di Ciccone catturano Linda che riposa pacificamente con la sua adorata gattina “Munchie” (Sgranocchiolina), adagiata elegantemente attorno alla sua nuca come una sciarpa di pelliccia vivente – guardiana del suo genitore umano. Alla destra, un’altra immagine ritrae tue gattini rannicchiati insieme, Munchie con il suo fratello rossiccio, Simba. Invece, a sinistra, nel disegno, un globo arancione di calore fa da sentinella alla scena (vedi pagine 88-89 nel libro di Antonio Ciccone, Gatti/Cats).

I gatti si fecero strada nell’arte di Ciccone stabilendosi prima nella sua dimora, poi presero il loro posto accanto agli altri membri della famiglia, incluso i pappagallini, e, a loro volta, divennero soggetti dell’arguta osservazione del maestro.
Nel suo libro Gatti/Cats, cinque gatti diventano modelli. Interagiscono, giocando, attraverso più di cento disegni a china. L’attento occhio dell’artista assimila le attività giornaliere della famiglia dei gatti, dall’istintiva pratica di caccia ai grande jetés, compiuti senza sforzo nell’accogliente salotto fiorentino! Fanno la finta-lotta, riflettono e sono raffigurati accoccolati con Linda mentre legge e, certe volte, pigramente sdraiate sulla sua pancia. I figli di casa Ciccone sono rappresentati in graziosi disegni a tratto, ognuno in posa con un micio.
I gattini sono ritratti distesi sul pavimento, con le zampe che si allungano per agguantare qualcosa sotto un mobile; in posa sul divano, o in silenziosa contemplazione, scrutando la città di Firenze fuori dalla finestra.
Altri elementi rendono questa collezione affascinante. E’ intrigante diventare consapevoli di ciò che cattura l’attenzione dei soggetti felini di Ciccone: gatti in coppia fissano con stupore pianeti infuocati mentre altri studiano un’apertura creata da quattro linee rette incise sulle bianche pareti di carta. Gli scenari composti da questi gatti inquisitori, sono arricchiti da elementi geometrici metafisici – le sfere sono pianeti, soli e lune, alcuni a forma di falce. I triangoli di varie misure diventano finestre, stanze e aperture di porte. Alcune composizioni richiamano una sorte di origami complessi che nell’aprirsi rivelano possibili mari nascosti e ancestrali piramidi egiziane. In alcune scene, un gatto si trova totalmente immerso in questo paese delle meraviglie, mentre un altro si impegna a fissare noi osservatori.
Gatti torna a catturarci con opere a carboncino realizzate con maestria. Qui troviamo il desiderio dell’artista di rendere al massimo le ricche pellicce feline e soltanto il fatto che l’immagine sia un disegno trattiene la nostra voglia di accarezzare e sentire la morbidezza del manto setoso.
Luce, un’incantevole gattina striata che evoca l’amata Munchie e che fu salvata da Linda, è l’ultima arrivata nel ménage dell’artista. I dinamici ritratti in carboncino e pastello (100x70 cm) dedicati a Luce, per adesso sono quattro. La gattina si trova anche affrescata negli ultimi affreschi di Ciccone ubicati nella cappella delle Reliquie della Basilica di San Francesco ad Assisi.
(EN)
The Cat: subject in Antonio Ciccone’s art
The Cat, as subject matter did not become prominent in Antonio Ciccone’s art until 1987.
One morning in March 1987, a large package wrapped in brown paper was placed on my mother’s chair at breakfast – generally customary for birthdays in our family. “What would this drawing be of?” we asked ourselves…we always knew by the shape that the gift in question was an art work. Linda unwrapped her precious present. “Papi, I can’t believe it! How beautiful!” Kisses and hugs followed the solemn reading of the dedication: “To Linda, with love, Antonio.”
The drawing was magnificent. Ciccone’s deft strokes capture Linda resting peacefully with her precious kitten “Munchie” curled luxuriously around her neck, a living fur scarf – guardian of her human parent. To the right, another image portrays two kittens curled together – Munchie and her “ginger cat” brother Simba. To the left in the drawing, an orange globe of warmth is sentinel to the scene – see pages 88-89 in Antonio Ciccone, Gatti/Cats.
Cats worked their way into Ciccone’s art by first establishing themselves in the Ciccone household. They took their place alongside other family members, including birds, and in turn, became subjects of the maestro’s careful observation.
In his Gatti/Cats book, five cats-become-models interrelate and rollick in and out and across one hundred pen and ink drawings. The artist’s watchful eye captures the cat family’s daily activities from instinctive hunting practice to effortless grande jetés across the cozy Florentine salotto! They play-fight, reflect, and are depicted curled up with Linda as she reads, occasionally sprawled lazily across her stomach. The Ciccone children are represented in charming line drawings posed holding or playing with a particular cat.
Kittens are portrayed stretched out on the floor, paws reaching beneath furniture; posing on the sofa, or sitting quietly contemplating the Florentine cityscape out the window.
There are other elements that render this collection fascinating – for example it is intriguing when one becomes aware of what holds the rapt attention of Ciccone’s feline subjects – cats in couples gaze in utter amazement at fiery planets, others study an opening created by four distinct lines etched on chalk-white paper walls. The scenarios made up of these inquisitive cats are enriched by metaphysical geometric elements – spheres are planets, suns, and moons, some crescent. Triangles of various sizes compose windows, doorways, rooms. Some compositions resemble a sort of complex origami that unfolds revealing what appear to be hidden seas and ancestral Egyptian pyramids. In some scenes one cat will be fully immersed in this wonderland while another will be concentrated in observing us, the viewers.
Gatti returns to capture us with masterfully executed charcoal renditions. Here the artist’s desire is to work the cats’ rich coats to the fullest – only the fact that the image is a drawing restrains our longing to caress and feel the silky softness of the fur.
Luce, an enchanting tiger striped kitten reminiscent of her beloved Munchie and rescued by Linda in dire straits, is the latest addition to the artist’s ménage. Luce’s large dynamic charcoal/pastel portraits number four at this writing. The kitten can also be found represented in Ciccone’s recent frescoes situated in the Basilica of St. Francis, Assisi.
Christiana V. Ciccone
www.antoniociccone.com
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Antonio Ciccone, Gatti/Cats, Firenze, 1995, Tipografia Latini


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