Giovedì 19 agosto 2010 si è tenuto, presso la Biblioteca Comunale di Donoratico, l’incontro sul processo creativo .
L’evento nasce da una idea di Giovanna Cardini, che ne ha curato anche l’organizzazione, e dal sostegno dell’assessore del Comune di Castagneto Carducci per la scuola, cultura e politiche giovanili, Marika Salvadori.
Giovanna Cardini, era da molto tempo che aveva in mente di preparare un incontro che mettesse a confronto diverse arti, quelle pittoriche, quelle poetiche, scultoree , della tessitura e quella della grafica, svelare il processo creativo, ricercare e riconoscere la scintilla che fa nascere un’opera d’arte da un’emozione.
Un atto di responsabilità; cioè un tentativo di trovare delle risposte, soprattutto in un momento di crisi, che poi non è soltanto quella economica, ma anche un crisi umana, sociale, culturale, un periodo in cui la società necessità di cambiamento.
L’arte è istinto, come bere, nutrirsi, un bisogno primario, manifestato già nell’epoca paleolitica, nei graffiti, nelle pitture rupestri; la necessità di lasciare un segno nella propria esistenza, del loro passaggio , una esigenza di comunicazione verso l’esterno.
La capacità creativa è il motore del mondo, ciò che l’abitudine distrugge, come citato in una poesia di Martha Medeiros, ciò che trasforma uno sbadiglio in un sorriso.
Il processo creativo è stato oggetto di molti studi, è stato affermato da Wallas che esistono delle tappe ben delineate, come la fase del recepimento, della riflessione, della nascita dell’opera d’arte e la presentazione al pubblico.
In ognuno di noi c’è la capacità creativa, manifestata soprattutto nell’infanzia, quando ancora il pensiero e la fantasia sono scevri da condizionamenti sociali e morali poi diventando adulti solo in pochi rimane allenata la creatività, mentre a prevalere sono altre priorità.
Il pittore Alberto Bongini, uno dei protagonisti della serata, ha, per esempio, realizzato delle tavole pittoriche, partendo da alcune letture sulla femminilità. Un incontro casuale con delle pagine narranti il mondo femminile, ha dato lo spunto per una indagine introspettiva, creando delle rappresentazioni, gioiose, festose e leggere, mantenendo quel tocco di civetteria e di eleganza, ma anche di matericità e tratti simbolici peculiari della sua pittura.
Comunicare un messaggio di positività, un invito al rinnovamento, raggiunto attraverso una costruzione per tasselli, concatenando e accomunando periodi di vita, di emozioni .
Maurizio Biagioni, conosciuto ai più come pittore, si svela invece come scultore. Questa passione ha radici lontane, risale all’infanzia, quando per gioco, la fantasia lo portava a vedere in dei pezzi di legno, magari portati dal mare, forme di animali, o attrezzi. Bastava aggiungere ciò che mancava, una testa, una coda, o gli occhi ed ecco che veniva fuori un serpente, un’ aquila.
Accogliere i suggerimenti che la natura offre è ben radicata in Maurizio, tanto che è come se la materia, il legno, parlandogli, chiedesse di far uscire fuori una figura. Egli definisce l’artista un cacciatore d’anime e venditore di sogni. Il poter trasformare qualcosa, vedere l’invisibile, attingere dal mondo della fantasia, del surreale e trasportarlo nel reale; dall’immaginazione alla realtà.
Il poeta Alessandro Giordani conservando la sua umiltà, vicinanza alla terra, grazie alla sua sensibilità, riesce a far si che gli eventi della vita, ed anche l’amicizia, diventino fonte d’ispirazione per i suoi versi. Così da una serata trascorsa a giocare a carte, trascrive le emozioni dei ricordi.
C’è invece chi dell’arte ha fatto il suo diario delle sensazioni e di ciò che accade nelle sue giornate, ed è il caso del grafico Giuseppe Castelli.
Secondo Castelli la creatività diventa mezzo per conoscersi, per indagare se stessi, le proprie emozioni, fermare, nel suo caso dentro un pc, un segno di ciò che ha provato e sentito.
Sono nate così delle opere d’arte, create per mezzo del computer, e poi trascritte sulla tela.
Viaggio nel mondo e nella vita, con tutto ciò che ne comporta, dolore, passione, amore, felicità, e la sua arte è una sorta di diario moderno.
La formazione artistica di Silvia Masi inizia negli anni 80, quando è completamente rapita dal fascino della tessitura.
Tessere per Silvia è fonte di gioia, di riflessione, l’ordito e la trama, diventano evocativi, un fatto di forte intimità; dalle trasparenze, apparentemente fragili, ricavarne la forza di un messaggio trasmesso dagli elementi intramati nella tela, siano questi semi, bottoni, vetri di mare, o semplici legni trovati sulla spiaggia. La ricerca è costante, sia nel materiale, sia a volte nella costruzione del telaio stesso.
L’idea di parlare della nascita della creatività ha affascinato la pittrice Mellà, la quale è riuscita a carpire la sua capacità artistica da una situazione di difficoltà e di dolore, come a convogliare nella pittura la sua dimensione e “ centricità del cuore.”
Il suo percorso artistico inizia da una pittura figurativa e realista, approdando oggi all’astratto, seguendo e assecondando esclusivamente ciò che il cuore le detta e ciò che sono le sue emozioni.
Dal dibattito è emerso il pensiero unanime che la creatività sta in ognuno di noi, la difficoltà principale, è cercare di individuare la strada che le permetta di uscire dal nostro io e comunicare con gli altri. Dovremo forse riuscire a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, dove ogni cosa è meraviglia, dove ogni cosa diventa grande, ma è pur vero che la vita scorre veloce, come fanno le nuvole bianche sul mare, cambiano forma, cambiano la vita, o forse più semplicemente ci troviamo poi essere un’altra cosa.
Forse, dico io, da spettatore curioso, la creatività è riuscire a rendere concreta una idea. Riuscire a materializzare un pensiero un sentimento.
di Veronica Mura

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