
Il 18 dicembre 2010 sarà inaugurata alla Factory Artdesign di Livorno la mostra personale di Monique Schumacher. Una quindicina di opere ad olio recenti e di grandi dimensioni che raccontano l'artista olandese. Si tratta di lavori in cui si punta l'attenzione sulla psicologia umana, alternando la componente figurativa a quella dell'informale.
La mostra, con testo critico di Alice Barontini, può essere visitata fino al 12 gennaio 2011.
SCHEDA TECNICA
Spazio espositivo: Factory artdesign, via Michon 24 Livorno
Titolo dell'evento: Monique Schumacher
Data di vernissage: 18 dicembre 2010
Data di chiusura: 12 gennaio 2011
Orari di apertura: dalle 9 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20
Biglietto: free
Orario del vernisage: ore 18
Catalogo: in galleria
Curatore: Alice Barontini
Artista: Monique Schumacher
Info: tel. 0586.829508, e mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
….............................................................................................................................
TESTO IN CATALOGO
I dipinti di Monique Schumacher sono dedicati all'uomo, con tutte le ansie e le fragilità che lo contraddistinguono. Rappresentano quasi sempre volti di persone vicine che l'artista riproduce a grandi dimensioni, invadendo l'intera tela per indagarne a fondo la psicologia e metterne a nudo le emozioni. L'artista si concentra sullo sguardo e sulla sua innata capacità di mettere in moto meccanismi inconsci, tanto che negli occhi dei soggetti della Schumacher c'è sempre qualcosa di ambiguo e indefinito. Ci osservano, ci interrogano ma, allo stesso tempo, sono osservati e interrogati a loro volta, proiettando lo spettatore in una dimensione sospesa e quasi trattenuta, fino a coinvolgerlo in un dialogo silenzioso cui manca il finale. A dar vita a questa atmosfera in cui tutto sembra essere in bilico contribuisce soprattutto la tecnica: i ritratti ad olio, infatti, sono costruiti con passaggi veloci e vibranti di un impasto materico quasi sempre giocato sui toni del grigio, per far sì che i ritratti si ammantino di una patina temporale in grado di rievocare alla memoria le vecchie foto in bianco nero, quelle sfocate e ormai opacizzate dallo scorrere degli anni. Anche se la cifra distintiva di quest'artista resta la forte carica gestuale: in pochi attimi, arriva a costruire un ritratto con tocchi di pennello dalla precisione quasi calligrafica per poi de-costruirlo con pennellate che, pur mantenendo riconoscibile il volto, sembrano quasi sfigurarlo, con risultati che guardano all'informale.
Alice Barontini
Visualizzazione ingrandita della mappa



Twitter
Myspace
Del.icio.us
Yahoo
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
