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Nel contesto dello sviluppo della città europea che soltanto apparentemente perde abitanti (shrinking cities) per disperderli sul territorio intorno ad alcuni poli o nuclei che si allargano a macchia d’olio, le relazioni tra i cittadini, le realtà economiche e sociali sul territorio si dilatano e rischiano di perdere nella trasformazione quella coesione che un tempo si identificava con la vitalità e il dinamismo dello scambio cittadino.

L’area metropolitana milanese, in rapida trasformazione, non sfugge a queste logiche di profondo mutamento in gran parte invisibili, poco conosciute e studiate. Il legame e la vicinanza tra impresa artigiana e artisti, architetti, designer, stilisti, fortemente radicati nel territorio, che hanno costituito la fortuna del made in Italy oggi si disperdono e si articolano diversamente. Per poter progettare il futuro è indispensabile acquisire una visione più approfondita delle reali risorse umane ed economiche in grado di produrre innovazione culturale nel campo delle arti visive e che oggi non emergono o non riescono a sopravvivere in quanto iniziative isolate e dunque troppo fragili per resistere al rapido flusso delle trasformazioni.
Il progetto si articola in una serie di cantieri creativi che si pongono l’obiettivo di valorizzare la creatività giovanile e le risorse locali in quattro aree del capoluogo lombardo: Bovisa, Barona, Quarto Oggiaro e Bicocca. Si svilupperà nell’arco di 30 mesi e vedrà il coinvolgimento di giovani artisti, videomaker, fotografi, designer, stilisti che – sotto la guida di artisti, docenti e professionisti - porteranno avanti progetti in collaborazione con realtà economiche e sociali delle aree suddette.
Le dinamiche e le trasformazioni più interessanti riguardano quelle parti di città e quelle popolazioni che con le loro attività muovono le aree tangenziali, le zone periferiche e periurbane rispetto al vecchio centro città sempre più immobilizzato quale monumento museale di se stesso. Alcune aree metropolitane quali la Bovisa e la Bicocca sono dotate di nuovi poli universitari in  continua crescita, ma con una relazione ancora labile se non inesistente con il tessuto sociale intorno. Zone quali Quarto Oggiaro e la Barona sono luoghi di immigrazione da molti decenni, un laboratorio invisibile dei grandi cambiamenti sociali e culturali dove chi ci vive si muove tra disagi, degrado, mobilità difficoltosa e mancanza di prospettiva. Ciò nonostante sia Quarto Oggiaro che la Barona hanno colpito l’immaginazione di registi e narratori, diventando location per film quali A due calci dal paradiso (2006), per i polizieschi di Gianni Biondillo e per il film Fame Chimica (2003) di due giovani registi, Paolo Vari e Antonio Boccola. Alla Barona nasce il rapper italiano Marracash e nel 2008 è nata una Radio Barona Live.
Il cuore del progetto è, dunque, la realizzazione di quattro “cantieri creativi” – di 2 mesi ciascuno – su quelle quattro aree in trasformazione della periferia di Milano, in cui i giovani potranno trovare terreno fertile per sperimentare linguaggi artistici in un confronto stimolante con il territorio.
In questa mostra Connecting Cultures intende mostrare i frutti della prima fase di progetto. Le ricognizioni sui quartieri Barona e Bovisa hanno prodotto mappe, fotografie, interviste e testimonianze di due aree urbane affascinanti e ricchi di potenzialità e realtà in movimento. Hanno preso parte ai primi “laboratori di ricognizione” giovani studenti provenienti da alcune facoltà e scuole milanesi: Naba, Accademia di Belle Arti, SAE institute e Politecnico di Milano. I gruppi di lavoro - sotto la guida di Connecting Cultures e di professionisti e docenti di vari ambiti disciplinari - hanno svolto un’analisi interdisciplinare e creativa del territorio. L’idea è di produrre materiali utili al successivo lavoro dei cantieri creativi, ma anche di individuare quelle realtà (artigianali, creative, associative) presenti e attive che potranno interagire con i giovani partecipanti ai workshop.
I cantieri creativi – 2 workshop (su Barona e Bovisa) condotti da Claudia Losi e Alberto Garutti fra febbraio e maggio 2011 - avranno lo scopo di fare emergere i talenti meritevoli operanti nella realtà lombarda: un’occasione per 10 giovani per ogni “cantiere” di realizzare delle opere, di lavorare in gruppo, ma anche di entrare in contatto in maniera sinergica con quelle realtà di creatività, di impegno sociale, di relazioni attive - ma spesso sconosciute – nelle periferie milanesi.
I materiali ed i processi emersi durante la ricognizione ed i cantieri andranno a costituire la base per una piattaforma virtuale (il sito web “Milano e oltre”) di mappatura delle periferie, un osservatorio multimediale che – nel corso dei workshop costituirà uno dei “luoghi” su cui fare confluire idee, progetti, materiali e mappe elaborati dagli studenti.


Ideatori e coordinatori: Connecting Cultures
Partner: Arci Bitte, Arci Metissage, Arci La Scighera
Finanziatori: Fondazione Cariplo
Collaboratori: LifeGate Radio, Coop Lombardia, Triennale Bovisa, Hangar Bicocca, Associazione “Vill@perta”, NABA,
Politecnico di Milano (Diap), Accademia di Belle Arti di Brera, SAE Institute Milano,
Durata: settembre 2010 – marzo 2013
Zone coinvolte: Barona, Bovisa, Quarto Oggiaro, Bicocca


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INFO
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DOVE Liceo Artistico Statale Caravaggio
     Via Prinetti, 47 20127 Milano
     MM1 Loreto- MM2 Cimiano
CONTATTI t.|f. +39 02.89181326
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     www.connectingcultures.info
     www.milanoeoltre.com
UFFICIO STAMPA t.|f. +39 02.89181326
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RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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