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La Galleria Civico69, con il patrocinio del Comune di Lucca, è lieta di presentare una mostra sul celebre artista Roberto Fontirossi. In mostra saranno esposti sia oli che carte musicali dell'artista. I COLORI DELLA COMMEDIA UMANA la bibliografia dedicata alla ricerca espressionista del pittore lucchese Roberto Fontirossi - un palcoscenico di vicende umane, dove tutto un mondo popolaresco

gremisce piazze, case e spazi aperti, inscenando eventi bizzarri, ma curiosamente famigliari - è ricca di testimonianze critiche che considero ormai del tutto esaustive. Pertanto mi trovo portato a indagare su territori solo più da approfondire, quali la collocazione storica e l’analisi di una virtuosa capacità pittorica che viene da lontano, travalicando i confini del localismo italico.
Ben si comprende che tutto questo mondo di situazioni individuali e collettive che l’artista propone senza mai giudicare (il suo sorriso, su ogni vicenda, ha la caratura calcolata dell’oggettività), nulla sarebbe senza l’ausilio della perfezione incisiva di una sinfonia cromatica distillata nei toni e nei contro toni. Egli è pittore di colori gridati e impastati con accorgimenti del tutto personali, disegnatore eccellente di azioni e ritmi figurali, che mostra una solida coscienza artigianale e una cultura che guarda al Museo dell’arte europea, dove Brueghel e Bosch non sono certo stati incontri casuali. Tutto questo scatenamento umano in situazioni rappresentate in chiave grottesca è poesia virtuale, dove la vita sembra esaltarsi sotto una luce perennemente diurna - il sole in questi microcosmi non tramonta mai - certamente non satira, piuttosto commedia umana in tutti i suoi possibili risvolti.
A questo punto l’analisi su questi lavori deve intervenire sulle minute fasi di questa tipologia di costrutti figurali così esplicitamente descrittivi: qui gli accordi tonali, i brevi segni cromatici che dialogano fra loro e che connotano i particolari – i tratti di un albero, le pieghe di un abito o di una coperta su un letto, la parete di una casa, tanto per fare degli esempi - se isolati e destrutturati dal contesto narrativo, appaiono allo sguardo come stesure informali di puro pigmento, come se l’intenzione pittorica lasciasse spazio a una gestualità istintuale, che comunque, per un sapiente gioco alchemico, si trasfigura in forme disegnate e leggibili, corpose e realistiche, persino chiassose e sempre credibili.
La maestria pittorica di Fontirossi, nel corso dei decenni, si è fatta sempre più incisiva: egli sembra infatti aggredire il colore per piegarlo a un gioco di prestigio che suscita eventi fantasmagorici. In lunghi anni di professione, si è impadronito di tutti i segreti di una tecnica che gli ha permesso di dare spazio e ritmo alle sue visioni e alle sue stesse emozioni. Ma va anche detto che sulla sua scrittura pittorica di narrazioni dirette aleggiano le sonorità di un irrefrenabile crescendo musicale, che sarebbe piaciuto a Rossini, e che trova un riscontro preciso nella serie di straordinari musicanti disegnati direttamente dall’autore sulla carta di uno spartito.
Roberto Fontirossi, in cinquanta anni di serio lavoro figurativo, si è trovato spiazzato, lui come altri, di fronte a un susseguirsi di avanguardie che sono state determinanti sullo scenario italiano ed estero. Pittore di tradizione, è quindi artista fuori dell’ufficialità, il che non è poi così grave, anzi, va tutto a suo merito. La sua cultura, come abbiamo già detto, ha lontane radici nella pittura fiamminga, quella a cui lo stesso George Grosz si è indirettamente agganciato nei primi decenni del Novecento. Roberto Fontirossi è quindi figlio di un passato, dove la condizione umana era narrata visivamente come società attiva, curiosa, variegata, ludica, ma anche sofferente e insofferente; è pittore che approfondisce le situazioni immaginifiche in cui si muovono i suoi protagonisti, della cui natura genuinamente popolaresca è sicuramente innamorato; essendo tuttavia consapevole della sostanziale solitudine dell’uomo moderno, preferisce raccontarne le vicende in chiave grottesca piuttosto che drammatica, anche se dietro queste sue composizioni si avverte, a ben vedere, il sapore amarognolo di un sottile sarcasmo; soprattutto, da queste sue visioni, si sprigiona l’intelligenza poetica di un autore tragicomico, capace di percepire, malgrado tutto, l’essenza segreta del gusto di vivere.  (Paolo Levi)



Galleria Civico69
via Ghibellino 69/r, Firenze
mart-ven 10-13,30 16-19 sabato 16-20

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Telefono: 055 6288933
www.civico69.com

 


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Evento da non perdere!

 

RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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