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Riccardo Battigelli nasce a Firenze nel 1933. Proviene da una nota famiglia di Architetti di origine Triestina. Compie i suoi studi d’arte negli anni ’50 all’Accademia di Belle Arti di Bologna e alla Facoltà di Architettura di Firenze. Fu allievo di Morandi e Mandelli per la Pittura; di Michelucci e Gamberini per l’Architettura. Fino al 1967 ha eseguito ed esposto in Italia, Europa e Stati Uniti. Sue opere di quel periodo sono in collezioni private e alcune Pinacoteche.  In quegli anni ha eseguito lavori di scenografia, scultura, architettura e restauro, in Italia e nel nord dell’Africa.


- Il “vuoto” artistico protratto per 36 anni non è stato a causa di una volontaria assenza ed estraneità dall’arte ma piuttosto di un sofferto esodo dovuto a pesanti eventi familiari, fra cui il doloroso annullamento del matrimonio, la chiusura del suo atelier bolognese, l’angosciosa e dolorosa lontananza dai tre figli e altre tristi situazioni. - La scelta del mestiere di Cowboy e di Allevatore che “si costrinse a fare” in quel periodo di “esodo” (impegnando un’altra sua peculiarità: l’amore per i cavalli e la natura), non gli impedirono, di mantenere un filo conduttore “trascendente” e spirituale con la sua primaria dedizione professionale; unito sempre con l’anima e nostalgico pensiero al suo vecchio mondo della professione artistica, agli amati Maestri e agli amici Artisti di quel suo primo periodo di attività nell'arte. –
- Durante il suo peregrinare in Africa e in America, ha prodotto una notevole serie di schizzi e “appunti”, (molti realizzati direttamente dalla sella cavalcando dietro alle mandrie nei pascoli del New Messico), dai quali traspaiono esperienze di vita, visioni di luoghi ed eventi per noi insoliti; ci narrano le impressioni emozionali di fatti, luoghi, animali, oggetti del duro lavoro dei Cowboy che l’artista utilizzerà per elaborare alcuni suoi nuovi lavori, attraverso il “filtro” del complesso tessuto delle memorie d’emozioni vissute e della sostanza dell’arte.- Nell’ultimo trentennio dello scorso secolo si era dedicato, in Toscana, dove ora risiede, a studi sull’ecologia, l’agricoltura, l’allevamento e l’addestramento di cavalli, in un Ranch con attività anche di escursionismo a cavallo con scopi didattici finalizzati alla conoscenza e rispetto per la natura.
- Nel 2003 cederà il Ranch al figlio Daniele, avuto dalla seconda moglie e dopo oltre trent’anni da ogni attività artistica, torna a dedicarsi a pieno titolo alla Pittura.
- La produzione di quest’ultimo periodo aspira ad essere un messaggio, emesso umilmente ma anche con passione, che cerca di effondere la rilevanza essenziale delle emozioni derivanti dalla visione reale, estetica ed emozionale della natura; per dare a chi guarda i dipinti il piacere, la tensione emotiva o il dramma celato e rievocabile (di eventi, della natura o delle persone, cose, animali o del loro gioire), insieme alla soddisfazione del gusto della forma “pura”, emergente dal rapporto fra colori, luce, linee e forme nello spazio, forgiate attraverso il filtro emozionale della visione.
 - Un Paesaggio, un Fiore, un Albero, gli Oggetti, i Borghi e i Casali, un Tramonto, gli Animali, le Nuvole, anche la Figura, il Ritratto e le Immagini Sacre, diventano i temi di fattori appassionanti; di soggetti contemplati, causa di contenuti scardinati dalla realtà apparente e oggettiva. - Diventano, infine, anche argomenti, convertiti dalla sensazione emotiva della visione passata attraverso al filtro dei ricordi; divengono narrazioni riflesse anche nell’ironico stagno della memoria.
 – Allo Spettatore che guarda uno di questi dipinti, è trasmesso, in qualche modo, un messaggio trascendente di quell’immagine da lui stesso percepita; si sente ricondotto verso qualcosa del proprio passato, o di un larvato presente confuso dal caos del quotidiano, o un riverbero offuscato delle incognite del futuro. - I Paesaggi, sono spesso immagini che, per cause di umani eventi, potrebbero non più essere in quel modo: rischia di mutare nel futuro l’esistere di quella Natura che è stata il trionfo del Creato, elargita a beneficio dell’uomo…
- La Toscana e in genere il Paesaggio di ogni luogo, racchiude in se, da sempre, la storia delle genti e la magnificenza del Creato…. Ma il succedersi inesorabile degli umani eventi ha prodotto aspri mutamenti alla magnificenza e armonia del suo Paesaggio. “…spesso, nei dipinti del paesaggio Toscano amato da Battigelli, si ritrovano anamnesi e testimonianze di percorsi di vita di coloro che hanno preceduto il futuro…”.


L’opera qui sopra è una Natura morta del 2005 - olio su tela 70x70  –l’ Effetto pittorico è come un “a Fresco” – Il titolo ci pone al cospetto dell’intransigenza del Tempo che solca lo scorrere dei millenni….-

“Il  passaggio del tempo su cose  abbandonate”
    E’ del 2005, ma ha ripetuto un sogetto simile altre volte, sempre con composizioni e oggetti diversi, mai ripetitivi. Anche in molti Paesaggi a volte ci pone al cospetto di un tempo fermato su se stesso; in altri dipinti si ha la sensazione che lo scorrere del tempo trascini via le cose, scardinandole dalla apparente realtà.     E’ come se provasse una sorta di ossessione o di affezione particolare per questi soggettoi evocativi di infinite e emozionali riflessioni sui  destini delle cose e sulle vicende del nostro esistere.
    E’ un dipinto che ancora ci sorprende per l’elevata qualità pittorica: una composizione degli elementi misurata, contemplata in una perfezione architettonica equilibrata nonostante la asimmetria dell’insieme e dell’accostamento dei singoli elementi e dei colori.
    Il rosso del vaso del coccio che contiene i fiori emerge dai toni più velati rispetto agli altri colori impiegati, ma subito si effonde, amalgamandosi nell’equilibrio armonico dell’intero dipinto, si compendia nella sapiente resa della trasparenza dei vetri caricati dalla polverosità dell’abbandono ma che nella loro accurata compostezza rivendicano l’uso antico per l’altrui ambita gloria.
    Le rose disseccate che si protendono come in un inchino per emanare un’ultimo commiato alle sorelle già cadute sulla mensola,  le foglie come contorte nella fatalità dell’essere, si dedicano a noi consacrando i simbolici segnali del transito temporale dell’esistere ma che indicano anche la metafora del ciclo della perpetuità  del tempo infinito.
    Il contenuto visivo ed emozionale di questo dipinto, come in tanti altri della produzione di questo pittore, è uno dei messaggi che attraverso l’apparenza reale del soggetto, ci conduce alla scoperta di valori e contenuti remoti, antichi, sepolti, polverosi, abbandonati ma rivificati dalla proiezione nel futuro, attraverso le riflessioni del presente

    Da “Il ritorno….”  Di Barbara D. Debejis


Il Tempo scorre inesorabile su cose dimenticate……-
Al primo sguardo quest’opera del 2005 del Battigelli ci affascina per quella patina scesa sugli oggetti inerti di una quasi tradizionale “natura morta” –
Poi ci troviamo lentamente ma intensamente coinvolti nella consapevolezza di quel tempo di vita delle cose e nostro che scivola ineluttabile nel percorso dell’infinito divenire –
Il lirismo delle cromie di solito congenite a molti lavori del Battigelli, qui si assopisce nel metabolismo attuato da una luce soffusa, sublimata, attenuata ma che tuttavia non soffoca gli oggetti in ceche ombre, ma anzi ce li fa percepire nel fardello e tormento di una realtà visiva e poi ripudiata, abbandonata.
E’ così che l’artista prende a pretesto oggetti dimenticati, lasciati in potere delle polveri del tempo. Ci sono anche fiori rinsecchiti a memento che forse furono un omaggio d’amore con i colori della vita e dell’alito della natura di un ciclo ormai già compiuto; per donarci, ora,  immagini evocative di questa metamorfosi dello scorrere del tempo, dal passato al futuro.

    G. Mansueto


In balia di CRONOS – E’ un'opera diversa, questa di Riccardo Battigelli e molto interessante per la ricerca di una certa perpetuità del tempo. Gli oggetti presentati, come in un ciclo, passando per valori  in apparenza remoti e polverosi arrivano ad una proiezione del futuro con la certezza del transito temporale dell'esistere.

    Cristina Madini
 

Ulteriori Info:
www.riccardobattigelli.it
www.riccardobattigelli-pittore.com

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RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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