Fabio Carmignani Il cantastorie dei colori
“La bufera infernal che mai non resta
mena gli spirti con la sua rapina”
(Inferno Canto V / vv 31-32)
Il cantastorie dei colori: colori che accavallano e alternano uno sull’altro per raccontarci la topografia di un’anima.
Quella dell’artista.
Più volte, con lo scorrere del tempo, vi ho raccontato le sensazioni che provavo davanti ai suoi dipinti e che oggi vale la pena di ripetere, sia pure parzialmente e integrandole, a fronte di una mostra che, è sì un excursus fra la produzione degli ultimi cinque anni, ma che segnala anche la nuova strada di Carmignani simile a “bufera che mai non resta”.
Perchè Fabio è al contempo un artista in continuo movimento, sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, e un “fans” di Paolo e Francesca per come utilizza a piene mani i colori e per la sua predilezione nel raffigurare figure muliebri.
Scrivevo>: “Quello di Fabio è un mondo dove al concetto trasformato in simbolo si uniscono colori che giocano in uno spazio senza tempo e in cui il trascorrere delle ore è rarefatto, quasi congelato. Nascono così visioni e dolci sogni, ma anche realtà e incubi in cui hanno gioco l’inventiva, la distribuzione del colore e le tonalità espressive. O, meglio, nascono le immersioni in un mondo real-fantastico dove gli oggetti, in un brillante rimescolio fra quelli onirici e quelli di tutti i giorni, sono sospesi fra vero e sogno, dove la città, che compare su una veste muliebre, ti regala la sensazione di essere governata dallo “Spirito del fiume” che la attraversa. Un mare il suo, fra l’incantato e il silenzioso, fra il brillante e il minaccioso in un continuo alternarsi di situazioni dove all’azzurro dell’acqua fanno da contraltare i mille oggetti della “Spiaggia inquinata”.
Il sogno e la realtà in un alternarsi continuo di senzazioni: topografia dell’anima insomma.
Prosegui ed ecco altre tele che, invece, sembrano proiettarti verso un futuro equiparabile ad un sogno che vedrà splendide fanciulle, vestite con grandi conchiglie, nastri coloratissimi e frammenti di astri, attendere il ritorno dalle stelle dei loro cybernauti. Grazie a questo continuo dualismo Carmignani riesce spesso a dipingere con irrealtà leggera.
Siamo di fronte all’immersione in un mondo real-fantastico dove gli oggetti sono sospesi fra vero e falso.
Forse per accentuare in modo sempre più marcato questo sottile gioco delle parti, si è poi divertito a fare a pezzi anche quello che restava di questa umanità esteriore, quasi ad indicare che vive solo ciò che è dentro di noi e ad estrarre dalla sua tavolozza soltanto quegli elementi che facevano da sfondo, ma che, al contempo, erano anche protagonisti di quanto andava raccontando.
Il suo viaggio poetico verso l’altrove è poi proseguito facendo scomparire i simboli legati al mondo degli umani ed ha iniziato a raccontare nuove storie attraverso gli accostamenti dei colori creando cieli pieni di stelle, di pianeti che ruotano attorno a città sempre più rarefatte.
Così i suoi dipinti, cromaticamente ricchi e vivaci, sono diventati il frutto di una sintesi fra il rigore dell’astrattismo geometrico ed un flusso più libero delle linee.
A dimostrazione che può essere sufficiente anche il colore per organizzare una personale analisi della realtà. Dopo averlo identificato come mezzo per raccontare e raccontarsi ne ha indagato gradualmente i possibili usi lasciandolo interagire di volta in volta con i concetti da esprimere e utilizzando elementi cromatici a volte allo stato puro ed altre frammisti quasi a sostenersi l’un l’altro quasi fossero in preda ad un anelito disperato di libertà.
L’ultima produzione ci porta invece ai collages, in cui inserisce del metallo lucido quasi volesse che i colori vi si specchiassero per decidere se dichiararli elementi amici o meno, e ai grumi matrici che, pur appesantendo la visione d’insieme danno corpo a nuove profondità, ad una terza dimensione quasi che le idee e i pensieri di Fabio avessero deciso di uscire dalle tele sotto forma di segni e cromatismi. Se li incontrate lungo il vostro cammino teneteli cari: rappresentano l’anima di un artista.
Alberto Gavazzeni
Ulteriori Info:
www.fabiocarmignani.it

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