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Vecchia Livorno 50x70 2006

Mario Gavazzi e' nato a Treviglio, in Lombardia, nel 1950, ma si e' trasferito presto a Livorno con la famiglia e si e' sempre sentito un livornese autentico. Ha frequentato i corsi di disegno e pittura alla Libera Accademia d'Arte "Trossi-Uberti", a Livorno, quando ne era direttore il grande maestro labronico Voltolino Fontani.

Fontani, che aveva grande esperienza come insegnante e che era parco di lodi verso chi non riteneva particolarmente dotato, intui' presto che in quel ragazzo, un po' introverso e attentissimo ai suoi insegnamenti, c'era della stoffa e lo incoraggio' sempre ad andare avanti. Gavazzi si dedica con competenza a molte attivita': dall'astronomia alla fotografia, dal cinema di animazione all'informatica; per il suo lavoro e' conosciuto da molte scuole cittadine come esperto e consulente di computer grafica e di prodotti ipertestuali. La pittura e' pero' la sua piu' grande passione: ama soprattutto dedicare al suo pubblico mostre personali, in Toscana e in Italia, piuttosto che partecipare a premi e rassegne, che sono numerosi nel suo curriculum ma il cui clima di competizione ha poco a spartire, secondo lui, con l'arte.

La sua visibilita' segue altre vie, come la donazione di due importanti opere alla Provincia di Livorno ( "Fortezza Nuova") e alla Chiesa della Valle Benedetta ("Annunciazione"), sulle colline livornesi, alla quale molti famosi artisti hanno donato loro quadri.

Gavazzi e' membro fondatore del "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani", nell'ambito del quale è il responsabile dell'archiviazione cartacea ed informatica delle opere del maestro.

Tra gli altri, hanno scritto di lui Voltolino Fontani, Mario Marzocchi, Mario Michelucci, Aldo Neri, Luciano Bonetti, Francesca Cagianelli, Silvia Fierabracci, Tania Faldino.


Le Mostre:

 1991, 1994, 1995, 1997, 2000, 2010 - Premio Citta' di Livorno
 1997-2008, 2010 - Rassegna "Effetto Venezia", Livorno
 2007, 2008, 2010 - FIDAPA Rassegna nazionale d'Arte, Livorno
 2005 - Mostra personale Circolo Ufficiali " Mimbelli", Livorno
 2003 - Concorso pittura estemporanea "Costa dei Macchiaioli", Livorno (medaglia d'oro)

 2002 - Mostra personale Ritrovo del Forestiero, Casciana Terme, Pisa
 2001 - Mostra collettiva Studio Logos, Roma
 2001 - Mostra personale Cassa Risparmio Torino, Livorno
 2000 - Mostra estemporanea " Livorno e il suo mare", Circolo Ufficilali (I classificato)
 1999 - Mostra personale Circolo Amato, Livorno

 1998 - Concorso " Pittori di marina", Circolo Ufficiali, La Spezia
 1998 - Mostra personale Centro Arredamento Sireno, Livorno
 1997 - Mostra personale Circolo Ufficiali " Mimbelli", Livorno
 1997 - Concorso Pittura estemporanea, Rivalto, Pisa (III classificato)
 1997 - Mostra del piccolo formato, Circolo Amato, Livorno

 1995 - Mostra collettiva Galleria Modigliani, Milano
 1994 - Mostra personale Palazzo Sani, Lucca
 1994 - Rotonda d'inverno, Bottini dell'olio, Livorno
 1993 - Mostra personale Villa Lloyd, Livorno
 1992 - Mostra Nazionale Pittura Contemporanea, Vercelli


Critica (tutte le critiche sono visionabili nel sito personale dell'artista)

 "Gavazzi ha lavorato molto e non deve a nessun compromesso la sua maturità artistica. Di carattere riservato, è raramente presente a manifestazioni e premi, mentre è solito offrire al suo pubblico mostre personali periodiche, nelle quali dare il saggio delle nuove tappe del proprio percorso artistico. Gavazzi si definisce "prospettivista", in quanto dichiara di dovere molto ai grandi prospettivisti del passato, ed anche "neoeaista", in quanto l' essenzialità del suo stile non va a totale discapito della figuratività e della comprensibilità dell'opera, in piena armonia con gli asserti del bando programmatico dell'Eaismo, movimento di pittura e poesia sorto a Livorno nel 1948, ideato dal suo maestro Voltolino Fontani. I soggetti più "figurativi" di questo artista sono i più immediati e appaganti, anche se Gavazzi non disdegna spaziare nel campo dell'informale. Attento studioso di forme e prospettive, organizza spazi e campiture attraverso una ragnatela di linee scure e ricorre ad una tavolozza di verdi, ocra, gialli, azzurri che costituiscono attualmente la sua cifra cromatica. Gavazzi ha il dono di una pittura che "fotografa" un ambiente ed istintivamente lo scompone nei vari piani e nei vari rapporti cromatici e tonali: la sua è una pittura gradevole che piace per la sua spontaneità, pur nell'ambito di una solida preparazione e di una ricerca costante". (T. Faldino, 2008)

"Nel panorama artistico di tutte le epoche ed in particolare, direi, in quello odierno, esibire una propria freschezza espressiva è un'impresa più ardua di quanto si possa pensare, che richiede, non solo molto impegno ed entusiasmo, ma anche una intelligente umiltà per permettere all'artista di praticare un geniale livello di comunicazione, rispettando gli inevitabili silenzi interiori, quali pause capaci di produrre successive urgenze espressive... Giocando sulle forme e la combinazione dei colori, sugli accostamenti e le linee, Mario Gavazzi trasferisce nel quadro il proprio rapporto con l'emozione senza congelarlo sulla tela, ma anzi amplificandolo in un dialogo che si estende dal lavoro all'interlocutore, nel quale l'artista spera di poter suscitare in momenti diversi emozioni sempre nuove."(S. Fierabracci, 2004)

"Se Voltolino Fontani auspicava nel 1973 il futuro quanto subitaneo accesso di Mario Gavazzi al complicato palcoscenico delle manifestazioni artistiche e Neri ne ricordava, ancora nel 1999, le prerogative di uno stile basato su un colore di pensiero lungi da accattivanti calamitaggi, oggi si può con certezza misurare la lungimiranza di tali osservazioni, in quanto non solo Gavazzi ha saputo imporsi nel corso delle varie esposizioni monografiche e collettive, ma, per quel che riguarda l'evoluzione stilistica, egli sembra attestarsi con estrema determinazione su traguardi cromatici assolutamente personali, frutto senza dubbio di una riflessione autonoma rispetto a qualsivoglia meccanismo commerciale." (F. Cagianelli, 2002)


Ulteriori Info e Approfondimenti:
Sito WEB: mariogavazzi.altervista.org
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Commenti  

 
+1 #1 adila fontani 2010-09-10 15:10
L’arte di Mario Gavazzi

La pittura di Mario Gavazzi è una pittura piacevole, che cattura subito l’interesse di un osservatore, anche del meno “acculturato”, pittoricamente parlando.
E’ una pittura ariosa, che fa della luce e delle prospettive le sue carte vincenti.
E’ stato detto che le nervature scure che intersecano le sue opere possono ricordare i profili in piombo delle vetrate, ed in effetti è vero, perché la luce e il chiarore non sono mai assenti e “filtrano” dai soggetti presentati come attraverso un vetro.
Stare a dissertare sui suoi due diversi aspetti, il figurativo o l’ informale, sembra ormai fuori luogo, anche perché, in fondo, Gavazzi informale non lo è mai, basta aver la voglia di andare a ricercare il nucleo figurativo che c’è in ogni opera, più o meno frantumato.
La sua impronta caratteristica è infatti la maestria di dissolvere in mille linee un soggetto, (una figura umana, uno scorcio di città, un paesaggio, una natura morta), per farcelo poi ritrovare, apparentemente scomposto ma in realtà coeso, vivo e pulsante. E se si può ripensare alla lezione cubista e a quella futurista, il risultato è comunque estremamente personale.
Si percepiscono nei suoi quadri preparazione e inventiva e soprattutto, osservando opere succedutesi in una congruo numero di anni, la persistente determinazione a non considerarsi appagato dei risultati via via raggiunti, la fiducia nei propri mezzi e nel contempo l’umiltà di sapersi rinnovare, caratteristiche queste che denotano un vero artista, il quale non può accontentarsi, né assoggettarsi a facili mercati e che produce opere rigorosamente uniche, perché, come dice Gavazzi, stesso:
“ Se il mare è sempre il mare, sono io che non lo osservo mai con lo stesso stato d’animo e non potrò quindi dipingerlo mai nello stesso modo”.
Quello che di Gavazzi è caratteristico è il suo procedere senza dare in fondo troppo ascolto a chi lo loda come a chi non lo loda; è il suo “modus vivendi” che, se da un lato può sembrare improntato su una eccessiva modestia, dall’altro lo rende da sempre totalmente libero da compromessi, cosa per lui fondamentale.
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RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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