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Ferruccio Rontini (1893-1964) Ferruccio Rontini nasce a Firenze (in Via del Romito) il 12 settembre 1893. Il padre Augusto (fratello di Alessandro) proveniva dal Mugello (terra nella quale Ferruccio trascorrera' parte della propria vita), la madre Noemi Ferri era invece di Siena. Ferruccio fin da giovane rivelo' spiccate doti per il disegno e per la pittura ed in questa direzione venne incoraggiato dallo zio paterno Alessandro Rontini (pittore finissimo, gia' affermato e valente restauratore di opere dell'antichita').
Nel 1909 il padre Augusto, ispettore amministrativo delle ferrovie, viene trasferito a Livorno con tutta la famiglia; Ferruccio trascorrera' gran parte della propria vita a Livorno. Proprio nel 1909 Ferruccio si iscrisse all' Accademia di Belle Arti di Firenze (era da poco morto Giovanni Fattori e ancora all'accademia se ne sentiva l'influsso ed il fascino autorevole) vi compie con esito brillante l'intera durata dei corsi, cioe' per sei anni, e si diploma a pieni voti, nel 1915, Professore di figura, ottenendo, come primo allievo del corso, una borsa di studio di 180 lire per viaggio di istruzione. Ottiene anche l'abilitazione all'insegnamento del disegno nella scuola, ma non e' questa la strada che egli intende percorrere. Il desiderio di dipingere e' per lui troppo forte e prende via via ogni angolo della sua personalita'. Libero da vincoli accademici si dedico' subito alla pittura dal vero, seguendo l'inclinazione personale verso la natura che lo avrebbe accompagnato e confortato tutta la vita. Gia' nel 1914 Rontini aveva partecipato a Livorno (i legami con Livorno ed il Gruppo labronico, di cui fu uno dei soci fondatori, risalgono quindi agli anni giovanili e lo legano alla Scuola Labronica del Novecento) ad una esposizione collettiva insieme ai colleghi Mario Cocchi, Emilio Caprini e Nazzaremo Gabrielli e all'amico scultore Cesare Tarrini ottenendo positivi consensi, sia per i contenuti delle proprie opere che per la tecnica, gia' ad ottimi livelli, fatto questo assai raro per un giovane pittore.
Frequenta poi il famoso Caffe' Bardi e la Bottega d'Arte di Gustavo Mors, ritrovi abituali degli artisti e dei letterati livornesi d'avanguardia. Diventa amico e allievo, insieme a Renuccio Renucci, del pittore livornese Ugo Manaresi. Si ricorda che il Caffe' Bardi fu a Livorno fino al 1921 luogo di incontro dei pittori livornesi e di molti uomini di cultura: era stato scelto nel 1908 (anno della scomparsa di Giovanni Fattori) dagli artisti livornesi come loro "quartier generale". Situato in piazza Cavour a pochi passi dalla "spalletta" dei fossi, nel centro di Livorno, di fronte alla vecchia Bottega d'Arte fondata da Gustavo Mors, visse tredici anni di interminabili discussioni, di programmi, di trattative, ma fu anche fucina di talenti e ispirazioni per numerosissimi artisti, pittori e non. In questo clima Ferruccio Rontini partecipo' apportando il proprio contributo; un contributo anzi di doppia valenza perche' Rontini univa nella sua formazione Firenze e Livorno: le due citta' che caratterizzano la pittura toscana dell'Ottocento e del Novecento. Rontini dunque fa parte della "Scuola del Novecento" costituita da un gruppo di pittori nel campo figurativo, il quale non si e' dato a priori dei canoni e delle regole a cui i suoi membri dovessero uniformarsi, ma e' nato spontaneamente dalla tradizione pittorica dell'Ottocento livornese. Purtroppo iniziata la prima guerra mondiale Ferruccio partì per il fronte come ufficiale del terzo alpini. Nel 1919 ritornato dalla lunga esperienza della guerra, decide di stabilirsi per un certo periodo in Maremma e qui lavora dandoci i suoi primi capolavori: scene di campagne, boscaglie, fosse, casolari, mandrie, pagliai e uomini rudi e veraci di questa forte terra toscana.
Il 15 luglio 1920 Ferruccio Rontini e' presente alla prima riunione del Gruppo Labronico figurando tra i firmatari dell'atto di fondazione del Gruppo stesso. Nell'agosto del 1921, mentre si trovava sempre a dipingere in Maremma, si ammala di febbri maltesi e viene trasportato a Livorno; verso la fine dello stesso anno, rimessosi dalle febbri seguì il consiglio dei medici di cambiare aria e clima ed invitato dall'amico (che più tardi diventera' cognato) Lorenzo Lapucci si reco' a Vicchio di Mugello altro luogo importante nella vita sia professionale che privata di quest'artista. Infatti si puo' dire che "l'incontro" con il Mugello segno' una prima svolta nell'evoluzione artistica di Rontini accompagnata anche da un nuovo linguaggio tecnico più consono ad esprimere le realta' del Mugello. In sostanza Rontini vive quasi costantemente a Vicchio ma comunque non perdera' i contatti con Livorno, anzi il 29 ottobre 1922 inaugura, insieme allo scultore Cesare Tarrini, nel loro studio sugli Scali Manzoni, un'importante esposizione con circa settanta dipinti; partecipa nell'agosto del 1924 alla VII Mostra del Gruppo Labronico. Il 24 settembre 1924 Ferruccio si sposa a Vicchio con la signorina Gilda Ciullini da cui avra' tre figli. A riprova che non dimentica Livorno Rontini partecipa nell'agosto del 1925 ad una mostra insieme allo scultore Cesare Tarrini ed al pittore Ghino Maffi, ed ancora nell'ottobre-novembre 1925 espone, nelle sale di Bottega d'Arte di Livorno, alla X Mostra del Gruppo Labronico. Inoltre nell'ottobre del 1925 ottiene un risultato di particolare soddisfazione: un suo dipinto " La coltratura " viene accettato alla Biennale d'Arte di Milano. Il 16 dicembre del 1925 nasce Giulio primogenito di Ferruccio. Questo figlio seguira' poi il padre nel cammino artistico e diventera' anche lui pittore nel campo figurativo con un proprio linguaggio moderno e sintetico (prendera' in seguito il nome d'arte di Giulio da Vicchio). All'inizio del 1926 Rontini espone di nuovo a Livorno, a Bottega d'Arte, con i colleghi Corrado Michelozzi e Beppe Guzzi; nel giugno partecipa alla terza Mostra degli Artisti Livornesi con sei opere; dal 24 ottobre al 12 novembre esegue una "Personale" a Bottega d'Arte di Livorno con ben 63 opere e poi nel dicembre dello stesso anno partecipa alla XI Mostra del Gruppo Labronico con sei dipinti. Nel giugno del 1927 partecipa alla IV Mostra degli Artisti Livornesi a Bottega d'Arte di Livorno ottenendo un valido riconoscimento. Il 16 luglio 1927 inaugura, nelle sale del Caffe' Gurgo a Biella, un'importante esposizione personale che otterra' un brillante successo, tanto da indurre l'Artista a ripresentarsi il 22 dicembre al pubblico biellese con una nuova esposizione a Palazzo Ronco Ripa dove ottiene un record di vendite veramente inaspettato. Ritornando da Biella sosto' a Parma dove nel febbraio 1928 espose nel ridotto del Teatro Reynach.
Nel 1928 nasce la secondogenita di Rontini, Noemi, che pero' morira' a soli undici mesi di meningite. Fortunatamente il 16 ottobre del 1930 nasce Renzo, il suo terzo figlio. Il 17 gennaio 1931 partecipa con due dipinti alla XVII Mostra del Gruppo Labronico alla Galleria d'Arte Firenze (a Firenze) e nel febbraio e' a Livorno per presenziare ad una esposizione collettiva con due colleghi: Mario Bacchelli e Alessandro Milesi. Nel luglio dello stesso anno tiene una mostra personale, dotata di quaranta dipinti, alla Galleria d'arte Jose' Majo di Firenze. Si puo' dire che il 1931 sia stato per Rontini un anno di lavoro fecondo e positivo. Il 3 febbraio del 1932 nasce Maria Laura la quarta ed ultima figlia di Rontini; nel settembre dello stesso anno Rontini tiene una "personale" nel Palazzo Littorio di Portoferraio, all'Isola d'Elba (con 50 opere esposte). Trascorre tutti questi anni fino al 1936 quasi costantemente nel Mugello con la famiglia; in questo periodo Rontini studia, riflette, lavora dal vivo, e per questo si avra' un forte rallentamento delle sue "presenze" e della sua attivita' pubblica (dal 1933 al 1936 soprattutto). Ma ecco che gia' nel gennaio del 1936, dopo un lungo periodo di assenza, tiene una "personale" a casa d'Arte di Livorno. Dal 1936 al 1939 Rontini attraversa forse il periodo più critico della sua vita, con notevoli traversie sia sul piano fisico che economico. La sua pittura ne risente come pure l'attivita' espositiva e culturale: i suoi dipinti in questo periodo vengono eseguiti prevalentemente in studio. La forte tempra dell'Artista mugellano sa superare queste difficolta' e, nel 1940, lo ritroviamo a dipingere dal vero nei boschi e nelle campagne di Vicchio. Possiamo datare dal 1942 l'inizio di una nuova svolta nella riflessione artistica di Rontini: quella svolta che lo portera' ad una pittura, prevalentemente di studio, ma con nuovi canoni dagli anni 50 in poi. Va ancora sul vero, accompagnato spesso dal figlio Giulio che inizia, in quel periodo, il suo apprendistato e avvicinamento alle arti figurative.
Dal 1943 a tutto il 1946 l'attivita' di Ferruccio Rontini si svolse tra Vicchio e Livorno condizionata dalle vicende belliche e postbelliche. Nel 1947 ritorna quasi stabilmente nella villa di Vicchio, riprende a dipingere dal vero ed inizia quel lavoro di studio che sara' poi prevalente dopo il 1950, un indirizzo dove predominera' la convinzione, la filosofia di vita, la sintesi espressiva, che si spingera' talora fino ad estreme soglie del figurativo. Tra le esposizioni di questo periodo citiamo quella del 1948 a Galleria d'Arte di Livorno. Poco dopo il 1950, aiutato dal figlio Giulio, apre a Livorno in Via Mayer, un proprio studio per tenere un contatto più diretto con il pubblico e far conoscere le sue nuove creazioni. Fu prevalentemente il figlio Giulio a curare le mostre che Ferruccio Rontini tenne dagli anni 50 fino alla morte, tra le quali citiamo l'esposizione avvenuta presso la Galleria Galli di Pisa nel 1956, quella presso i locali della Galleria Cocchini di Livorno nel 1957 fino all'ultima mostra alla Galleria Manetti di Piacenza nel 1963.

 

Il 24 settembre del 1964 il Professor Ferruccio Rontini muore improvvisamente.

Unica monografia di F. Rontini curata da F. Donzelli Cappelli Editore 1990

 

Ulteriori Info:
www.galleriarontini.com

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RENATO GUTTUSO, nel centenario della nascita presso la Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno dal 28 maggio al 10 settembre 2011

La Galleria Guastalla Centro Arte rende omaggio a Renato Guttuso nell’anno del centenario della nascita con una mostra dove saranno presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali.

Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911,e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso e dopo aver rifiutato ogni canone accademico s'inserisce nel movimento artistico di “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati, sul finire degli anni ’30 s'oppose alla cultura ufficiale connotandosi di una forte opposizione antifascista.

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