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Chi siamo e cosa possiamo fare per te!

Questo sito nasce dall'amore per l'Arte, il gruppo che è dietro al progetto Parlando d'Arte è spinto solo dalla passione per tutto quello che è creato dall'uomo e trasmette emozioni. Vogliamo aprire la mente a chi non ancora ha una vera passione indirizzandolo verso i migliori eventi che propone la nostra bell'Italia. Non ci fermeremo all'Italia e staremo sempre molto attenti pubblicando anche i più importanti eventi all'estero. Crediamo molto nei maestri affermati ma allo stesso modo vogliao aiutare i giovani artisti, anche sconosciuti e pubblicarli sul sito al fine di dargli visibilità e lanciarli nello splendido mondo dell'arte!  Leggi tutto..

 

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E' stato recentemente presentato alla popolazione multietnica di Roma un monumento commemorativo in onore e in memoria di uno dei più grandi personaggi della storia contemporanea, tra i più grandi pontefici mai vissuti, Papa K. WOJTYLA, oggi Beato. Sarebbe e lo è un momento felice perché tutto ciò che il ricordo recente di questo pontefice ci suggerisce è legato a sentimenti di positività e di grande speranza; dovrebbe essere anche un momento di gioia e di piacere perché parliamo anche di un'opera d'arte, che nasce per suscitare emozioni, suggestioni e senso d'appartenenza, ma qui l'arte non c'entra.
E' stato detto che l'opera non piace perché poco rassomigliante fisionomicamente al vecchio padre, mmahh... fosse solo questo il problema.

Il Gatto, come soggetto, nell’arte di Antonio Ciccone non diventò prevalente fino al 1987.
Una mattina di marzo, nel 1987, una confezione ingombrante, avvolta nella carta da pacchi, giaceva sulla sedia di mia madre davanti alla tavola apparecchiata per la colazione, comune usanza nella nostra famiglia nei giorni di compleanno. “Che cosa sarà quest’opera?” ci siamo chiesti.  Avevamo intuito, dalla forma, che si trattava di un’opera d’arte. Linda scartò il suo regalo prezioso, “Papi, non ci credo! E’ bellissima!”. Baci e abbracci seguirono la lettura solenne del biglietto: “A Linda, con amore, Antonio.”
Il disegno era magnifico. Gli abili tratti di Ciccone catturano Linda che riposa pacificamente con la sua adorata gattina “Munchie” (Sgranocchiolina), adagiata elegantemente attorno alla sua nuca come una sciarpa di pelliccia vivente – guardiana del suo genitore umano. Alla destra, un’altra immagine ritrae tue gattini rannicchiati insieme, Munchie con il suo fratello rossiccio, Simba. Invece, a sinistra, nel disegno, un globo arancione di calore fa da sentinella alla scena (vedi pagine 88-89 nel libro di Antonio Ciccone, Gatti/Cats).

Con Antonio Ciccone, ci conosciamo ormai da più di vent’anni, ma ogni qualvolta salgo le scale del suo studio, nel cuore di Firenze, in San Frediano, mi assale la stessa emozione. Entrare in quella stanza strapiena di quadri, schizzi, colori, rinnova in me un senso di meraviglia per quel luogo dove nasce e si forma un’opera d’arte. È Antonio ad aprirmi la porta, sorridente come sempre. Ha la capacità rara di infondere serenità e leggerezza. Con lui Tiana, sua figlia, che ormai da tempo lo aiuta nelle cose più pratiche ed organizzative. Iniziamo così la nostra chiacchierata, con semplicità, come davvero vecchi amici che non si vedono da tempo e che hanno cose, tante cose da raccontarsi.

«Adoro Firenze – dice Antonio – fin dal primo giorno che sono stato trasportato qui». Era il 1954 quando partì da San Giovanni Rotondo per venire nella «culla» del Rinascimento, ma già nella sua terra natìa la gente aveva cominciato a conoscerlo e ad apprezzarlo quando, precursore degli odierni writers, non perdeva occasione di disegnare sui muri, o di improvvisarsi «madonnaro». «È nato con il pennello in mano», dicevano i suoi compaesani.

Siamo nel secolo cinese, nell’era d’internet, ci scambiamo tutti e-mails e leggiamo gli e-book, c’incontriamo su facebook e c’indigniamo su wikileaks, in attesa dell’energia pulita e inesauribile e della conquista dei nuovi sistemi solari. Ma tutto ciò non può farci dimenticare che siamo e restiamo figli di mamma e di papà (anche di papà e papà o mamma e mamma, in alcuni casi). Da quando Freud ha inventato la psicanalisi è passato poco più di un secolo, ma il rapporto familiare sembra essere passato in secondo piano nella coscienza collettiva. E se il Sessantotto ruotava intorno alla ribellione generazione, dei figli contro i genitori, il terzo millennio ha da tempo archiviato la questione per dedicarsi al tema più astratto del precariato, del "velinismo”, da una parte, e del "bamboccismo” (vedasi il compianto economista Padoa Schioppa – N.d.A.), dove non c’è più conflitto tra una tesi e un’antitesi ma solo una condizione astratta, senza tempo e senza evoluzione, come un deserto marziano.